Convento padri domenicani di Bergamo
Frate in convento

Convento e chiesa dei santi Bartolomeo e Stefano

 

Per informazioni:
Convento e Chiesa
Largo Belotti, 1 - 24121 Bergamo
tel. (+39) 035 3832411
convento@domenicanibg.it
 
Presso la chiesa di S. Bartolomeo, risiede la comunità dei frati domenicani. Essa si compone attualmente di dieci religiosi, dediti alla predicazione, allo studio, alla preghiera liturgica, vissuti nell'ambito della vita comunitaria. Il convento è anche sede del Prenoviziato della Provincia domenicana di S. Domenico in Italia.
L'attuale convento, edificato nel 1970, è sede della comunità che, in precedenza, abitava il convento secentesco di S. Bartolomeo, occupato e poi distrutto dall'autorità statale.
Orari di apertura della chiesa: Orari delle Messe: Orari delle confessioni:

Breve storia dei Domenicani a Bergamo

La presenza dei Frati Predicatori (Domenicani) a Bergamo risale al 1220 circa. Probabilmente, il convento bergamasco è il secondo per antichità in Italia, dopo Bologna. Il beato Guala da Bergamo, poi vescovo di Brescia, ebbe un ruolo in questa fondazione. Già nel 1226 i Domenicani disponevano della chiesa di S. Stefano in Città Alta, subito fuori la porta di S. Giacomo. Il convento domenicano di S. Stefano ospitò per secoli religiosi di elevato valore umano e cristiano. Fra i più importanti, Pinamonte da Brembate, che redasse gli statuti del Consorzio della Misericordia, Venturino Ceresoli da Bergamo, maestro di spiritualità, fra Damiano Zambelli, intarsiatore.
Il convento di S. Stefano, con la sua ricca biblioteca, ebbe vita fino al 11 novembre 1561. Il governo della Repubblica di Venezia decise l'abbattimento della chiesa e del convento per costruire le nuove mura e lasciare uno spazio di sicurezza intorno ad esse.
L'8 febbraio 1571 il papa S. Pio V, domenicano, con la bolla «Quoniam per extinctionem ordinis fratrum Humiliatorum» concedeva come sede ai frati domenicani il vecchio monastero di S. Bartolomeo nel prato di S. Alessandro, già appartenuto all'Ordine degli Umiliati. I domenicani, nuovi ospiti del convento, pensarono subito alla loro nuova chiesa e l'11 giugno 1613 l'arcivescovo di Milano posò la prima pietra della nuova chiesa che sorse su disegno di Anton Maria Caneva.
La chiesa è di struttura semplice, ma allo stesso tempo elegante e grandiosa, misura 60 metri di lunghezza e 14 di larghezza, escluse le cappelle. Fu per la prima volta officiata il 6 maggio 1623, ma non fu compiuta che nel 1642 e consacrata dal vescovo di Bergamo mons. Giovanni Paolo Dolfin il 19 gennaio 1782.
Approfondimenti artistici:
Madonna col Bambino in trono e santi
«Madonna col Bambino in trono e santi» - Lorenzo Lotto

Lorenzo Lotto

Bergamo ospita numerose opere del pittore veneziano Lorenzo Lotto (Venezia, 1480 ca. - Loreto, 1556), uno dei più grandi artisti del '500. Nella chiesa di san Bartolomeo, dietro l'altare maggiore, è visibile uno dei suoi capolavori: la pala intitolata «Madonna col Bambino in trono e santi», realizzata nel 1516 (olio su tavola, 5.2m x 2.5m), in origine posta nell'antica chiesa di S. Stefano.
Nell'opera, che raffigura vari personaggi importanti sia per l'Ordine che per la città di Bergamo, sono disposti da sinistra verso destra, attorno a Maria con Gesù fra le braccia, i santi Alessandro, protettore della città, Barbara, Giacomo, Domenico, fondatore dell'Ordine dei Predicatori, Marco, patrono della Serenissima, Caterina d'Alessandria, Stefano, Ambrogio, Giovanni Battista e Sebastiano.

Il coro

Le tarsie presenti nell'attuale coro sono quelle che fra Damiano Zambelli o.p. (1480 - 1549) eseguì per decorare il coro della chiesa domenicana di S. Stefano in Bergamo. Fra Damiano era un "esecutore", nel senso che traduceva con legni intarsiati i cartoni o i disegni tracciati da pittori o architetti. È verosimile che nella esecuzione dell'opera fra Damiano abbia trovato un valido aiuto nei suoi due discepoli Giovanni Maria de Marendis e Giovanni Francesco Capoferri, almeno negli anni 1520 - 21. Verso il 1526 si trasferì a Bologna per le opere da farsi nel convento e nella chiesa di S. Domenico. Dalla distruzione di S. Stefano, effettuata con forsennata celerità, i frati poterono salvare ben poco per mancanza di tempo. Dopo 85 anni di traversie, di tutte le tarsie ne rimasero 31, le quali migrarono da S. Stefano al convento domenicano di S. Maria della Basella presso Urgnano (1561 - 1565); da qui a S. Bernardino in Bergamo (1565 - 1571) ed infine a San Bartolomeo. Nel 1647 le tarsie trovarono definitiva collocazione nel nuovo coro barocco. Nella sua vita fra Damiano realizzò, oltre alle tarsie di Bergamo, anche il magnifico coro della chiesa S. Domenico a Bologna e, come opera giovanile, il coro della chiesa domenicana di S. Giacomo a Soncino.

Gli affreschi della volta

La pregiata decorazione della volta della chiesa venne affidata a Mattia Bortoloni. Cominciati i lavori nel 1749 ed eseguite le volte del coro e del presbiterio con i due affreschi illustranti «il Sacrificio di Isacco» e «la Gloria del SS. Sacramento», essi vennero interrotti per la morte del Bortoloni. La volta della navata fu dipinta dal bellunese Gaspare Diziani nel 1751. Essa rappresenta il «Cielo Domenicano». Opera grandiosa, essa contiene la rappresentazione simbolica dei quattro continenti raggiunti dalla predicazione dei domenicani. Più su, santi, beati e pontefici domenicani, fra i quali S. Domenico. Più in alto ancora, Maria Vergine e, al culmine, la SS. Trinità.

La sacrestia

Su tutto il perimetro della sacrestia è realizzata un'armadiatura in noce ('600 - '700) per la custodia degli arredi.

Opere pittoriche

In S. Bartolomeo sono inoltre visibili:
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